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La decrescita e’ la vera crescita. Alcuni esempi.

Molti pensano che la decrescita sia qualcosa di simile alla rinuncia piu’ estrema, qualcosa come tornare ai tempi delle caverne, privarsi del benessere.
Ecco perche’ si e’ cosi’ ossessionati dalla crescita, perche’ si ha paura di rischiare per vivere meglio.
Al solo pensiero di vivere in un altro modo, ci viene in mente il cavernicolo che si scalda col fuoco.

Il termine decrescita nasce soprattutto per fare una distinzione dal termine ‘crescita’

Oggi giornata vorticosa.
Mentre un ventaccio spazzava via qualsiasi cosa, il cielo pero’ era di un blu galattico meraviglioso.

Per alcuni la decrescita potra’ sembrare solo un ventaccio che gli scombina tutti i piani.
Per altri una via d’uscita dal tunnel della crisi.

Fatto sta che uscire dalla crisi e’ possibile, ma solo nel momento in cui ci si rende conto dell’esistenza del problema.
Il drogato esce dalla droga proprio nel momento in cui si rende conto di essere in un bel guaio.

Ci lamentiamo che le strade sono troppo trafficate.
Ci lamentiamo che c’e’ troppo inquinamento.
Ci lamentiamo che non riusciamo ad arrivare alla fine del mese.
Io ero tra quelli.
Ero.
Gia’, perche’ nel mio bilancio mensile, una delle voci che mi dava piu’ fastidio era quella relativa all’automobile, che utilizzo prevalentemente per recarmi ogni giorno al lavoro, ma non mi rendevo conto delle dimensioni reali del problema.
Ecco perche’ non lo risolvevo.
Credo di averne parlato varie volte delle sensazioni sgradevoli che mi dava rinchiudermi ogni mattina in quella scatola di metallo, io come tanti altri in fianco a me, tutti insieme in coda , ma fondamentalmente tutti isolati.
Ero tra quelli.

Ora non piu’.
Con una mossa, ho risolto tutti e 3 i problemi (cosi’ non parlo solo di teoria) :
- non sono piu’ in mezzo al traffico, sono piu’ rilassato percio’ la mia fidanzata e’ piu’ contenta :)
- sporco un po’ meno l’aria (vabe’, le scoregge saro’ costretto a farle ancora per un po’ , abbiate pazienza)
- il mio portafogli sorride.

Ma c’e’ ancora di piu’ : ho piu’ tempo per me, e non dovendo guidare posso leggere o fare una telefonata senza mettere a rischio la vita degli altri :)
Allora, qual e’ la vera crescita ?
E’ quella di cui parla sempre il gruppetto di pensionati che sono ai vari governi ?

Scusatemi, ma in questi giorni vado forzatamente un po’ di fretta.
Tra una corsa e l’altra, oggi ero in municipio con la mia futura sposa
Prima vengono le cose importanti ,)

Cos’e’ la realta’ ? Crescita o decrescita ?

In questi giorni si sente un gran parlare di crescita.

Un articolo apparso sul “sole” qualche giorno fa, ha come titolo ‘La crescita è il vero tabù che dobbiamo abbattere’L’ho letto speranzoso di trovare qualcuno che finalmente avesse capito che la ricerca ossessiva della crescita rasenta la malattia.
Speranze riposte male.

Si parla di crescita, come vero tabu’ per l’Europa.

Nell’articolo si parla dell’Irlanda , dove, “nonostante gli appelli al patriottismo del premier Enda Kenny, in Irlanda la metà dei contribuenti si rifiuta di versare il tributo sulla casa”

Si parla anche dell’Olanda , dove, per “tagliare quest’anno altri 10 miliardi di spesa pubblica il deficit olandese sfonderà il concordato tetto del 3% incorrendo in sanzioni semi-automatiche.”

Non poteva mancare la Grecia ovviamente, la cui situazione disastrosa e’ sotto gli occhi di tutti.

Le mie speranze di leggere un articolo sulla decrescita su un giornale importante come il sole, sono state riposte male. :)

L’articolo si conclude con un esortazione alla crescita.
“Rigore e riforme sono decisivi ma senza crescita diventano insostenibili”

Allora mi son chiesto ‘ma come mai son tutti malati di crescita ?’
Beh in effetti le cose stanno andando male, quindi siamo alla ricerca di una soluzione.
Ma siamo sicuri che le cose vanno male come ci dicono ?

Osserviamo questo grafico :

Potrebbe essere un dato macroeconomico , potrebbe essere il rallentamento della produzione, un calo degli ordini, o magari il calo dell’occupazione.
A vederlo non e’ molto incoraggiante vero ?
Meglio andare a pescare le trote al lago.
Anzi, no. Devo mandare in giro curriculum, devo lavorare di piu’, devo fare sacrifici perche’ c’e’ crisi.

Se vi dicessero che quel grafico altro non e’ che la variazione di produzione rispetto all’anno precedente ?
Il grafico della produzione sarebbe cosi’ :

Vi sembra ancora una situazione disastrosa ?

Qual e’ la realta’ che ci viene proposta dai media ?
La crescita di cui tanto si parla e che i governi ci propongono come premio per i nostri sacrifici , e’ una vera crescita ?
Se io, per raggiungere i loro obbiettivi di crescita continua , devo produrre e consumare di piu’ all’in-finito in un mondo ‘finito’ , dove il giorno e’ fatto di 24 ore , la terra e’ una palla (con risorse materiali non infinite), tutto funziona a cicli alti e bassi, beh, forse c’e’ qualcosa che non va nella teoria della crescita continua all’infinito.

Qui l’unica cosa che sta crescendo e’ la mia nipotina di 7 mesi :)

Ecovillaggi e co-housing


A proposito di decrescita, esiste un bel sito che fornisce parecchie informazioni sugli ecovillaggi : Rete Italiana Villaggi Ecologici

A una prima occhiata sembrerebbe qualcosa di new age , per gente ‘alternativa’, insomma un luogo per hyppies che si fanno le canne. :)

Se pero’ pensiamo alle metropoli in cui viviamo , non e’ proprio il massimo in cui vivere sereni e felici.
Esse sono costituite da centri che sono pieni di vetrine di negozi che vendono oggetti che non ci servono e che per comprarli serve un lavoro che non c’e’.
E da periferie dove la sicurezza sociale e’ un miraggio.
Bisogna ripensare a un altro tipo di citta’, piu’ a misura d’uomo dove ci sia piu’ sicurezza sociale, dove i posti di lavoro esistono in quanto esiste l’ecovillaggio perche’ contribuiscono all’economia locale.

Un progetto simile agli ecovillaggi e’ quello del co-housing , che ha radici nei paesi del nord Europa intorno agli anni 60/70
Sul sito cohousingitalia.it ci sono molte notizie a riguardo.

Sul sito c’e’ scritto ‘Non è un caso che il cohousing si sia diffuso,nei paesi scandinavi in cui, già a partire dagli anni ’70, si andavano verificando problematiche sociali come la precarietà del mercato del lavoro, la dissoluzione della famiglia tradizionale, la crescita dei nuclei familiari monogenitoriali’
Non vi sembra un film gia’ visto ?