Finanza personale : il grado di indipendenza finanziaria‏

Stavo ragionando sul grado di indipendenza finanziario raggiunto finora.
Oltre a rapportare le rendite rispetto alle uscite, che e’ il calcolo principale, quello che mi da’ il polso della situazione, ho individuato almeno altri tre parametri per capire quanto sono diventato indipendente.

Tre parametri che fanno da contorno e danno piu’ sfumature e dettagli al quadretto generale della mia economia.

. Il rapporto tra liquidita’ immediatamente disponibile e il tenore di vita (le uscite mensili)
. Il numero di entrate
. il rapporto tra ciascuna entrata e il totale delle entrate

Rapporto tra liquidita’ immediatamente disponibile e il tenore di vita (le uscite mensili)
Come si calcola ?
E’ sufficiente dividere la propria liquidita’ immediatamente disponibile (conti correnti e conti deposito svincolabili immediatamente) per l’ammontare delle uscite medie mensili.
Il risultato sara’ il numero di mesi che sopravviverei se non avessi nessuna entrata, senza cambiare nulla del mio tenore di vita (fare la spesa sempre nello stesso modo, tenere l’auto e usarla sempre nello stesso modo, fare le stesse gite, vacanze, ecc.)
Nel mio caso , questo calcolo da’ come risultato 63,8 mesi equivalenti a 5,3 anni.
Piu’ e’ alto questo risultato, piu’ tempo staro’ in piedi nel caso mi vengano a mancare tutte le entrate, piu’ saro’ indipendente.

Estendendo il numeratore anche a tutto il resto del patrimonio (immobili, liquidita’ non immediatamente disponibile, ecc.) verrebbe fuori 238,5 mesi equivalenti a 19,8 anni.
Quest’ultimo calcolo pero’ e’ solo teorico, poiche’ bisogna tener conto di due fattori :
. poiche’ vengono inclusi anche gli immobili e eventuale denaro investito, si puo’ solo stimarne il controvalore in base al mercato del momento. Non e’ un valore assoluto.
. vendendo tutto cambierebbero anche le uscite, poiche’ alcune di esse sono legate al possesso degli immobili ad esempio.

Numero di entrate
Questo e’ un parametro piu’ semplice da calcolare.
E’ sufficiente fare l’elenco di tutte le entrate mensili, includendo tutto : stipendi, rendite, dividendi, ecc.
Ovviamente piu’ entrate si hanno di natura diversa, meno si e’ vulnerabili nel caso venga a mancare una di esse.
Non includo le rendite da capital gain poiche’ variano in base al valore di mercato del momento, e perche’ si avranno solo una volta disinvestito le somme.
Nel mio caso ho 5 diverse entrate :
- stipendio
- affitto 1
- affitto 2
- dividendo
- interessi conto deposito
Le ho costruite col passare del tempo.
Solo fino a 5 anni fa avevo solo lo stipendio come fonte di entrata.
Perche’ e’ importante avere piu’ fonti di entrata ?
Perche’ se ne viene a mancare una, il denaro continua a entrare dalle altre fonti.
La conseguenza e’ che all’aumentare del numero di entrate, diminuira’ l’incidenza di ciascuna entrata, rendendoci sempre piu’ indipendenti e forti in caso di problemi.
Piu’ fonti = piu’ indipendenza.
E’ come una fontana con piu’ bocche.
Se se ne tappa una, l’acqua continua a sgorgare dalle altre.
Meglio ancora se le fonti derivano da mercati diversi.
Lo stipendio dipende dal mercato del lavoro.
Il canone di affitto dipende dal mercato immobiliare locale.
Gli interessi del conto deposito dipendono dalla situazione delle banche.
Gia’ ma non basta che ci siano piu’ fonti.
Nel caso manchi una fonte, quanta acqua/denaro verrebbe a mancare ? Quanta acqua/denaro continuerebbe a sgorgare ?
Questo mi ha fatto pensare al terzo parametro.

Rapporto tra ciascuna entrata e il totale delle entrate (%)
Ripensando alla mia indipendenza finanziaria quando avevo solo lo stipendio, mi sono messo a calcolare come e’ cambiata l’incidenza tra lo stipendio e il totale delle entrate.
Quando vivevo di solo stipendio, questo era il 100% delle mie entrate totali.
Perche’ e’ importante calcolare questo parametro ?
Perche’ il rapporto (espresso in %) mi da’ l’idea di quanto sono vulnerabile nel caso mi venga a mancare una delle entrate.
Nel caso di un solo stipendio, in caso di perdita di lavoro sarei stato completamente a terra.

Oggi posso vedere che lo stipendio, pur essendo rimasto dello stesso importo, ha meno incidenza sul totale delle entrate: e’ sceso dal 100% al 53%
Le entrate sono cosi’ ripartite :
- stipendio                         53%
- affitto 1                         25%
- affitto 2                        17%
- interessi conto deposito        4,6%
- dividendo                        0,4%

Dopo aver fatto questo calcolo diventa molto piu’ facile capire che se mi viene a mancare lo stipendio, avro’ un problema, ma limitatamente al 53% delle mie entrate.
Di sicuro rispetto a prima (quando ero monoreddito) continuano a entrare altri soldi.

Stesso ragionamento ad esempio per gli affitti.
Se un inquilino non mi paga o se ne va via, avro’ sicuramente un problema (e’ chiaro che dovrei cercarmi un nuovo inquilino) ma le mie entrate rimarranno scoperte solo per il 17% o per il 25% (a seconda della casa che mi rimane sfitta).

Cosa succederebbe se avessi 5 entrate cosi’ ripartite :
- stipendio                         96%
- affitto 1                         1%
- affitto 2                        1%
- dividendo                        1%
- interessi conto deposito        1%

Se venisse a mancare un affitto, inciderebbe solo per l’1%
Ma se venisse a mancare lo stipendio, verrebbe a mancare il 96% delle entrate !
Avrei ancora un grosso problema.

Quindi l’obbiettivo e’ quello di crearmi sempre piu’ entrate, ma anche di fare in modo che siano ripartite nel modo piu’ equilibrato possibile.

In sostanza il grado di indipendenza finanziaria aumenta all’aumentare del numero di entrate e al bilanciamento del loro importo

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