Monthly Archives: febbraio 2012

Scegliere come reagire

Questa crisi sta colpendo duro famiglie e imprese.

Lo vedo nelle reazioni della gente di fronte ai piccoli problemi quotidiani.
Vedo come ci facciamo influenzare dalla crisi economica e riversiamo la nostra frustrazione anche su altri aspetti della vita, come i rapporti tra di noi.
Alla fine, anche se non voglio, vengo coinvolto pure io dalle frustrazioni altrui :)

Ieri mi e’ sfumato un negoziato dalle mani , perche’ mi sono concentrato sulle posizioni e non sui rispettivi interessi.
Stamattina un cane randagio mi ha pure fatto la pipi’ sul bidone della spazzatura.

Che faccio ?
Mi arrabbio o non mi arrabbio ?
Faccio continuare la catena di sant’antonio o la interrompo ?
Posso scegliere.

E’ proprio vero che non possiamo scegliere gli eventi esterni,ma possiamo scegliere la nostra reazione ad essi.
Siamo ancora un po’ lontani dal traguardo, ma se impariamo a gestire le nostre reazioni, stiamo per prendere in mano la nostra vita
In futuro parleremo di come andare a realizzare i nostri sogni.

Cos’e’ la ricchezza ?

Oggi sono rimasto a casa, costretto dal mal di gola e ho dormito in orari diversi dal solito, mangiato quando mi pareva.
Insomma ho vissuto senza tempo.
Questo da’ una sensazione incredibile di liberta’.
Ogni giorno invece controlliamo l’orologio, il calendario, appuntamenti, scadenza.
La nostra vita e’ scandita.
Noi non mangiamo piu’ quando abbiamo fame, ma quando ‘e’ ora’.

Cos’e’ il tempo ?

Probabilmente e’ l’unica vera ricchezza che abbiamo, in quanto ciascuno di noi ne ha una certa quantita’ a disposizione
Insomma, ne abbiamo parecchio, ma in quantita’ comunque limitata.
Per arrivare alla liberta’ finanziaria e passare attraverso i vari quadranti D, A, T, e I, occorre tempo, percio’ quello che ci rimane non va assolutamente sprecato.

Cos’e’ la ricchezza ? Questo cerchero’ di spiegarlo attraverso questo blog, non e’ un concetto semplice.
Sono pero’ in grado di dire cos’e’ l’aumento di ricchezza.
Se da 100 riesco ad avere 101 in un determinato lasso di tempo, l’aumento di ricchezza e’ pari a 1.

Da qui parte tutto.

Durante la nostra vita non facciamo altro che accumulare beni materiali e immateriali di qualsiasi natura, percio’ la nostra ricchezza aumenta.

Come vi sentite nel prendere consapevolezza che invece il tempo che ci e’ concesso per stare a questo mondo e’ pari a 100 quando nasciamo e diminuisce col passare dei giorni, delle ore, dei minuti ?

100, 99, 98, 97…

Potremmo sparire in questo momento, potrei sparire mentre vi sto scrivendo.
Possiamo dire con esattezza quanto tempo e’ passato da quando siamo nati, ma non sappiamo quanto ce ne rimane a disposizione.
Quanti minuti della vostra vita son passati da quando avete iniziato a leggere queste righe ?
Quanto tempo vi rimane ancora da vivere ?

Se avete un sogno, se volete diventare liberi, non rimandate a domani quello che potete fare oggi.
Andate da una persona cara o dalla vostra amata, e ditele quello che non avete mai avuto il coraggio di dirle.

100, 99, 98, 97…

Se sarete piu’ flessibili, potremo mettervelo meglio

Oggi c’era uno strano cielo sopra la citta’…
Era coperto, ma c’era uno squarcio di tramonto rosso fuoco.

A proposito di squarci,

Lavora lavora lavora, cosi’ metti da parte i risparmi fino a quando arriverai a prendere la pensione.
Eccola, la corsa del topo.

Ma se i pensionati aumentano sempre di piu’ e gli occupati diminuiscono sempre di piu’, chi e’ che mantiene il sistema pensionistico ?

I politici dicono che il posto fisso e’ monotono e che bisogna essere piu’ flessibili.
Riuscite a immaginarvi dei politici con un contratto a tempo determinato ?

Hanno pubblicato su internet i compensi dei vari ministri e il loro patrimonio.
La chiamano “operazione trasparenza”, ma non e’ chiaro l’obbiettivo di questa trasparenza.
Anche perche’ una volta che ho saputo quanti soldi prendono quante case hanno e quanti soldi hanno sul conto corrente, non posso mica toglierglieli, e di certo non divento piu’ ricco automaticamente.

Da Il sole 24 ore :
Draghi : «Liberalizzazioni e riforma del lavoro per uscire dalla crisi»
Da anni si sente dire che le liberalizzazioni giovano ai consumatori perche’ cosi’ c’e’ piu’ concorrenza e diminuiscono i prezzi.
Sara’, ma in questi anni di liberalizzazioni ‘sfrenate’ (?) , non mi pare che siamo diventati piu’ ricchi…

Trasparenza, liberalizzazioni, flessibilita’, riforma del lavoro.
A volte c’e’ la forte sensazione che certe parole o frasi , piu’ che luoghi comuni assumano i contorni di un cavallo di troia.
I troiani , dopo aver resistito parecchi anni all’assedio dei greci, si fecero convincere da un greco (di nome Sinone) , che il cavallo era segno di pace, era un regalo e lo fecero entrare nella loro citta’.
Sappiamo tutti com’e’ andata a finire.

Mitologia a parte,

voi prestereste i vostri soldi a una persona che ha sempre avuto le mani bucate, ed e’ pessimo nella gestione delle proprie finanze ?
No, vero ?
Allora perche’ le banche tedesche hanno prestato i soldi ai greci ?

Perche’ tutto e’ possibile con l’economia di carta straccia…

Ci siamo fatti fregare…

Ah, mi raccomando, date un bacio a vostra moglie prima di andare a dormire
,)

Ecovillaggi e co-housing


A proposito di decrescita, esiste un bel sito che fornisce parecchie informazioni sugli ecovillaggi : Rete Italiana Villaggi Ecologici

A una prima occhiata sembrerebbe qualcosa di new age , per gente ‘alternativa’, insomma un luogo per hyppies che si fanno le canne. :)

Se pero’ pensiamo alle metropoli in cui viviamo , non e’ proprio il massimo in cui vivere sereni e felici.
Esse sono costituite da centri che sono pieni di vetrine di negozi che vendono oggetti che non ci servono e che per comprarli serve un lavoro che non c’e’.
E da periferie dove la sicurezza sociale e’ un miraggio.
Bisogna ripensare a un altro tipo di citta’, piu’ a misura d’uomo dove ci sia piu’ sicurezza sociale, dove i posti di lavoro esistono in quanto esiste l’ecovillaggio perche’ contribuiscono all’economia locale.

Un progetto simile agli ecovillaggi e’ quello del co-housing , che ha radici nei paesi del nord Europa intorno agli anni 60/70
Sul sito cohousingitalia.it ci sono molte notizie a riguardo.

Sul sito c’e’ scritto ‘Non è un caso che il cohousing si sia diffuso,nei paesi scandinavi in cui, già a partire dagli anni ’70, si andavano verificando problematiche sociali come la precarietà del mercato del lavoro, la dissoluzione della famiglia tradizionale, la crescita dei nuclei familiari monogenitoriali’
Non vi sembra un film gia’ visto ?

Saper negoziare

In questi giorni, sto leggendo un libro molto interessante, ‘l’arte di negoziare’ ed e’ stato scritto da due professori dell’universita’ di Harvard.

Ritengo che l’abilita’ di saper negoziare sia fondamentale per chi voglia arrivare alla liberta’ finanziaria, sia come autonomi (A) o titolari di impresa (T) o investitori (I) qualora volessimo strappare un ottimo prezzo per acquistare un oggetto che ci serve, un contratto migliore con un fornitore, o un finanziamento con una banca oppure un buon affare con un potenziale partner.

Negoziare e’ un’arte ? Io quando pensavo all’arte mi venivano in mente la pittura o tutt’al piu’ la musica , o le mie creazioni col pongo :)

Invece ogni giorno non facciamo altro che negoziare !
Tra marito e moglie per decidere dove andare in vacanza, tra capo e dipendente per l’aumento di stipendio, tra amici per formare due squadre di calcio.
E saperlo fare, riuscendo a soddisfare sia noi che la controparte, e’ una vera e propria arte.

negoziazione

Nel libro c’e’ scritto da tenere sempre presente alcune cose tra cui :
- evitare la trattativa di posizione
- scindere le persone dagli interessi e di focalizzarsi su questi ultimi.
- essere morbidi con la persona e duri con il problema.

Non e’ stato facile, ma ieri sono riuscito per la prima volta a uscire vincitore da una trattativa e la cosa bella e’ che mi sono pure divertito nel farlo !
E pensare che per anni non sono riuscito a ottenere neanche uno sconto di 10 centesimi dai venditori ambulanti. :)

Penso che continuero’ a leggere il libro…

Dal quadrante D al Quadrante A – io sono il mio core business

Ieri mentre mi allenavo, sono andato su youtube e ho caricato alcuni video dei queen.
Era da tanto che non li ascoltavo, e pensare che la mia prima cassetta (ai tempi non potevo permettermi i cd, e internet ancora non c’era) acquistata accumulando spiccioli qua e la’,era proprio il greatest hits II dei Queen.
L’ho consumata a furia di ascoltarla, infatti a volte usciva il nastro e dovevo riavvolgerlo con le dita oppure con la penna. :)

Mentre osservavo alcuni video famosi del gruppo, non ho potuto fare a meno di notare quanta passione e quanta creativita’ ci mettesse Freddie Mercury in quello che faceva, trascinando i propri compagni.
E non ho potuto fare a meno di notare quanto fossero curati i video e quanto saranno potuti costare le scenografie e tutto lo staff che girava attorno a loro.

Vi suggerisco di dare un’occhiata al video di ‘Breakthru’ e il making of di ‘I’m going slightly mad’.
Il primo e’ un video girato su un treno, quindi dalla struttura molto semplice, loro cantano e saltano su un vagone di un treno, sistemato ad hoc.
Il secondo e’ ancora piu’ semplice.
Loro sono seduti o camminano intorno a un divano.
Quindi anche relativamente contenuti a livello di costi.

Guardando al lato economico , si puo’ dire che i Queen erano una macchina da soldi, una vera e propria impresa.
Siamo realisti, e’ il sogno di qualsiasi artista o gruppo avere successo, ma stiamo parlando pur sempre di musicisti, non di imprenditori.
Come mai i queen hanno avuto cosi’ tanto successo e cosi’ tanta ricchezza ?
Se osserviamo bene il loro gruppo, la leadership di Freddie era prorompente rispetto agli altri 3 componenti, ma quello che salta all’occhio e’ la passione che ci mettevano, la cura per i dettagli, l’impegno per costruire e migliorare costantemente quello che di piu’ prezioso avevano, ovvero loro stessi.
Loro erano il loro ‘core business’ , tutto ruotava intorno a loro, se non addirittura intorno alla figura di Freddie, personaggio estroso e creativo, fuori dagli schemi, ma sicuramente dotato di forte carisma.
Non a caso, dopo la sua scomparsa, i queen hanno perso lo spirito e di conseguenza la loro attivita’ (dovuta anche all’avanzare dell’eta, e’ ovvio)

Dovendo passare dal quadrante ‘D’ (Dipendente) al quadrante ‘A’ (Autonomo) e non essendo proprietari di un’impresa che ci fornisce cashflow, , diventa quindi di primaria importanza sviluppare se’ stessi, lavorare su se’ stessi, costruire la propria personalita’, per fornire un prodotto di eccellente qualita’, ovvero noi.
La nostra impresa siamo noi.

Per poterci sviluppare dovremo innanzitutto capire chi siamo e cosa ci piace.
‘Diventa cio’ che sei’ diceva Nietzsche.
Dopodiche’ andremo a capire se quello che ci piace siamo anche capaci di farlo e cosa ci separa dall’obbiettivo, per poter definire sull’aspetto pratico tutte le azioni necessarie, che andremo ad attuare.

Primo soccorso : un gesto d’aiuto che tutti (dovremmo) saper fare

Sempre a proposito del primo soccorso. :-)

Oggi sul corriere.it c’e’ un articolo che riassume in una sola cifra le vittime da arresto cardiaco : 70.000 all’anno.

L’articolo intero si trova qui

Nell’articolo c’e’ anche una bella illustrazione che mostra come eseguire la manovra salvavita.

Diffondetela a piu’ persone che potete , e’ utile a tutti noi !
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Le stock option portano verso la liberta’ finanziaria ?

Oggi durante un meeting di lavoro , e’ venuto fuori che uno dei partecipanti possiede delle stock option dell’azienda di cui e’ dipendente.
Mi ha parlato del suo investimento e di quanto guadagnera’ a fine anno.

Ma cosa sono le stock option ?
Praticamente sono opzioni call che vengono conferite gratuitamente al dipendente.
In sostanza e’ un aumento di salario a costo zero per l’azienda.

Steve Jobs alla Apple le dava ai suoi manager al posto dei bonus e dei benefit.
Dopo il suo ritorno nel 1997, il valore delle azioni Apple sono cresciute del 1250%.
Trascorso un periodo minimo di un anno, i dipendenti potevano acquistare pacchetti di azioni a un prezzo agevolato.
Di solito pari al valore che il titolo aveva all’epoca della loro assunzione.
Ovviamente piu’ saliva il valore delle azioni, piu’ guadagnavano nel momento in cui le vendevano.
Praticamente e’ una remunerazione non in forma liquida (percio’ piu’ semplice da conferire , per questo e’ vantaggiosa per l’azienda)
E lo e’ anche per i dipendenti che in questo modo creano un legame a doppio filo con l’azienda per cui lavorano.
Cio’ potrebbe portare a lavorare come schiavi solo per veder salire le azioni della propria azienda . In un percorso di liberta’ finanziaria non sembrerebbe proprio questa la direzione giusta.

Ma parliamo un po’ di numeri.
Acquistare stock option per un dipendente della Apple nel 2007 poteva significare avere guadagni compresi tra 25.000 euro e 100.000 euro in un anno.
Per gli alti dirigenti , si parla anche di qualcosa come 700.000 azioni per un valore di 130 Milioni di dollari lordi.

In un periodo di tempesta finanziaria come quello attuale , vale la pena investire in azioni ?
Il mercato azionario rimane un mercato ad alto rischio, per il semplice fatto che le variabili in gioco sono moltissime e noi non ne abbiamo il controllo.
Le azioni sono strettamente legate al valore di un’azienda, ma il suo valore dipende da tanti fattori.
Alcuni di questi sono : aumenti di capitale, stato patrimoniale, cda, presidenti di societa’ che vanno e vengono, investimenti, contingenze varie, governi che cambiano leggi a favore o contro un settore, a volte persino eventi imprevedibili quali tsunami, terremoti.

Le societa’ di rating fanno previsioni, ma spesso prevedere come andra’ il mercato azionario e’ piu’ difficile che fare l’oroscopo.
Pero’ se lavorate in un’azienda in crescita, acquistare stock option potrebbe essere fonte di entrate passive e quindi un passo verso la liberta’ finanziaria partendo come dipendenti.

E’ come fare una scommessa.
Ma in fondo tutta le scelte che facciamo quotidianamente sono una scommessa.
,)

Inizia a scarseggiare il gas dalla Russia

Sul sole 24 ore di oggi c’e’ un interessante articolo

“Secondo i dati forniti da Snam Rete Gas, martedì al punto di ingresso di Tarvisio
mancavano all’appello 8 milioni di metri cubi di gas russo, rispetto ai 106 che avevamo
richiesto”

Manca il gas ?
Beh, evidentemente questa ondata di gelo sta colpendo duro.
Mi immagino tutte le persone che cercano di riscaldare la loro casetta.
Sarebbe carino sapere quanti gradi hanno al loro interno.
Una temperatura normale oppure hanno impostato una temperatura tropicale e girano in
magliettina a maniche corte ?

Non voglio entrare nel merito di quale sia la temperatura ‘normale’ da avere in casa, la sensazione di freddo/caldo e’ una cosa soggettiva.

Pero’ certe cifre sono impressionanti. Fanno riflettere sulla nostra voracita’ in fatto
di risorse naturali.

La societa’ che ci rifornisce di gas e’ la russa Gazprom e noi (come altri paesi europei) ci stiamo lamentando che non forniscono i metri cubi pattuiti.
Quindi siamo loro clienti.
Sembra una normale situazione che si verifica quando un fornitore non consegna la merce concordata.
Qui pero’ la merce sono milioni di metri cubi di gas.
Milioni di metri cubi.
Gazprom potra’ pure essere efficiente quanto vogliamo, ma cosa succede se questo gas
finisce ? Gazprom non lo puo’ mica fabbricare a suo piacimento.

Insomma , non c’e’ gas a sufficienza dalla Russia ? Che ce frega ? Noi lo preleviamo
altrove.
“Se dalla Russia ne arrivano 8-12 milioni in meno sostituirli non è un problema. Per
fortuna le forniture dalla Libia sono tornate regolari. E anche quelle dall’Algeria e
dalla Norvegia stanno arrivando senza problemi”
Anzi, a dir la verita’ qualche problemino ci sarebbe…
“Il maltempo ieri ostacolava lo scarico delle navi presso il rigassificatore offshore di
Porto Viro (Rovigo), ma l’Italia dovrebbe riuscire a superare questo periodo critico
semplicemente attingendo agli stoccaggi”

A quanto pare non ci spaventa proprio nulla :)

Domande :
- quanto gas esiste nel sottosuolo della terra ?
- una volta consumato, questo si riforma oppure no ?
- se si riforma, noi lo consumiamo allo stesso ritmo con cui si riforma ?
- se togliamo gas da sottoterra, che conseguenze ci sono ? possibile che questo gas
sia davvero inutile a lasciarlo li’ sottoterra ?
- non ci si puo’ riscaldare con altri sistemi ?

Il pianeta in cui viviamo , si riduce solamente a “qualcosa da consumare” ?
Dato che noi dipendiamo da questo pianeta, ci stiamo scavando la fossa ?
Penso che questi interrogativi ci debbano condurre a una riflessione molto attenta sul futuro che vogliamo.